Sovranità digitale in Italia: Perché la scelta del CRM è più importante che mai
Viviamo in tempi interessanti. Le tensioni geopolitiche sono in aumento, la concorrenza tecnologica è più agguerrita che mai e il concetto di sovranità digitale è passato da un argomento politico di nicchia a qualcosa che tiene svegli i leader aziendali e i funzionari governativi. Per l'Italia, questo cambiamento è particolarmente significativo. In quanto attore chiave dell'Unione Europea, la ricerca dell'autonomia digitale da parte dell'Italia non è solo una questione di normative. Si tratta di garantire il futuro economico del Paese e di proteggere i dati di milioni di cittadini e imprese.
Il governo italiano ha promosso iniziative per rafforzare la propria infrastruttura digitale e, nel farlo, ha iniziato a porsi alcune domande scomode sulla dipendenza del Paese da fornitori di cloud e CRM con sede negli Stati Uniti, come Salesforce e Microsoft. Questo articolo fa un'immersione profonda in ciò che sta accadendo con la sovranità digitale in Italia, perché gli hyperscaler statunitensi rappresentano rischi reali per la vostra azienda e come un'alternativa sovrana svizzera chiamata InvestGlass potrebbe essere la risposta che stavate cercando.
Cosa imparerete
In questa guida completa, scoprirete i fattori critici che stanno plasmando il futuro digitale dell'Italia e come la scelta del CRM e del cloud provider possa esporre la vostra azienda a rischi significativi o posizionarla per il successo in questa nuova era di sovranità dei dati.
Ecco cosa tratteremo:
-Lo stato attuale della sovranità digitale in Italia e le principali iniziative governative che guidano il cambiamento, tra cui il Polo Strategico Nazionale e la Dichiarazione Europea sulla Sovranità Digitale.
-I rischi associati all'utilizzo di CRM e fornitori di cloud con sede negli Stati Uniti, comprese le implicazioni di vasta portata del CLOUD Act.
-Perché la Svizzera offre un vantaggio unico per la sovranità dei dati e come InvestGlass sfrutta questo aspetto per fornire una soluzione CRM sicura e conforme alle norme
-Come InvestGlass si pone come alternativa potente e sovrana a Salesforce e Microsoft per le aziende italiane che vogliono proteggere il loro bene più prezioso: i loro dati.
La spinta alla sovranità digitale in Italia: Una priorità nazionale
L'impegno dell'Italia per la sovranità digitale non è solo retorica politica. È diventato un pilastro strategico dell'agenda nazionale e negli ultimi anni sta prendendo piede.
Nel novembre 2025, l'Italia si è unita ad altri Stati membri dell'UE per firmare a Berlino la “Dichiarazione per la sovranità digitale europea”. Questo documento storico definisce l'ambizione dell'Europa di agire autonomamente nella sfera digitale. Sottolinea l'importanza di regolamentare le tecnologie, i dati e le infrastrutture in linea con le leggi e i valori europei, pur rimanendo aperti alla collaborazione con partner internazionali che condividono le stesse idee.
Il sottosegretario italiano all'Innovazione Alessio Butti lo ha detto chiaramente quando ha affermato che con questa Dichiarazione, “fortemente sostenuta dal governo italiano”, l'Europa sta facendo una dichiarazione. Sovranità digitale non significa chiudersi al mondo. Significa dotarsi degli strumenti necessari per “scegliere autonomamente le nostre soluzioni tecnologiche, proteggere i nostri dati più sensibili e rafforzare le infrastrutture critiche”.”
Questa è una sfumatura importante. La sovranità digitale non significa costruire muri o diventare isolazionisti. Si tratta di fare in modo che l'Italia e l'Europa possano prendere decisioni indipendenti sul loro futuro digitale senza essere vincolati a potenze o corporazioni straniere.
Il Polo Strategico Nazionale: la spina dorsale del cloud in Italia
Al centro della strategia italiana si trova il Polo Strategico Nazionale, in breve PSN. Potreste anche sentirlo chiamare Polo Strategico Nazionale. Questa ambiziosa iniziativa mira a creare un'infrastruttura cloud sicura, efficiente e affidabile per la pubblica amministrazione del Paese.
L'obiettivo è audace: avere 75% di uffici governativi che sfruttano i servizi cloud entro il 2026. È un chiaro segnale dell'intenzione del governo di modernizzare la propria infrastruttura digitale e di ridurre la dipendenza dai fornitori stranieri. Il PSN è sostenuto da importanti aziende italiane come TIM, Leonardo e Cassa Depositi e Prestiti, il che dimostra quanto l'Italia sia seriamente intenzionata a costruire un ecosistema cloud sovrano.
Il PSN rappresenta un investimento significativo nel futuro digitale dell'Italia. La Banca europea per gli investimenti e altre istituzioni finanziarie stanno fornendo ingenti finanziamenti per accelerarne lo sviluppo. Con la creazione di un'infrastruttura cloud nazionale, l'Italia intende garantire che i dati sensibili della pubblica amministrazione siano conservati ed elaborati all'interno dei propri confini, sotto la propria giurisdizione legale. Si tratta di un passo fondamentale per ridurre la dipendenza del Paese da fornitori di cloud stranieri e per mitigare i rischi associati ai dati soggetti a leggi estere.
Un mercato in crescita con una consapevolezza sempre maggiore
Il mercato italiano del cloud è in piena espansione. Nel 2025 ha raggiunto 8,1 miliardi di euro, con un incremento di 20% rispetto all'anno precedente. Questa crescita è alimentata dall'aumento della domanda di servizi digitali, dall'adozione di intelligenza artificiale, e una crescente consapevolezza dell'importanza della sovranità dei dati.
Man mano che le aziende italiane e le organizzazioni del settore pubblico abbracciano la trasformazione digitale, la scelta dei loro fornitori di cloud e CRM diventa una decisione critica con implicazioni di vasta portata.
Ma il punto è che questa crescita non avviene nel vuoto. È guidata da un cambiamento fondamentale nel modo in cui le aziende italiane e le agenzie governative considerano i loro dati. I dati non sono più solo un sottoprodotto delle operazioni aziendali. Sono ormai riconosciuti come un asset strategico che deve essere protetto e gestito con la massima attenzione. Questo cambiamento di mentalità sta creando un terreno fertile per le soluzioni cloud e CRM sovrane che danno priorità alla protezione dei dati e alla conformità.
Aree chiave della Dichiarazione di Sovranità Digitale Europea
La Dichiarazione per la Sovranità Digitale Europea, che l'Italia ha firmato, delinea diverse aree chiave di interesse che sono direttamente rilevanti per le imprese che operano nel Paese.
Questi includono:
-Sovranità dei dati: Proteggere i dati sensibili da interferenze esterne e da normative extra-UE
-Tecnologie strategiche: Calcolo ad alte prestazioni, semiconduttori, reti di comunicazione di nuova generazione, infrastrutture satellitari, tecnologie quantistiche, sicurezza informatica, cloud computing e intelligenza artificiale.
La dichiarazione riconosce inoltre l'open source come risorsa strategica, a condizione che soddisfi elevati standard di sicurezza informatica e possa essere integrato con tecnologie proprietarie affidabili. Si tratta di un significativo riconoscimento del ruolo che il software open source può svolgere nel raggiungimento della sovranità digitale, in quanto consente una maggiore trasparenza e riduce la dipendenza da singoli fornitori.
La dichiarazione sottolinea inoltre l'importanza del fattore umano, comprese le competenze e l'istruzione digitale, l'alfabetizzazione mediatica e digitale, la ricerca e l'attrazione di talenti. Mette in guardia contro la disinformazione, i deepfakes e i cyberattacchi, definendo prioritaria la protezione della democrazia e della fiducia del pubblico.
I rischi nascosti dei giganti del cloud USA: Una minaccia per le imprese italiane
Per anni, colossi tecnologici statunitensi come Salesforce e Microsoft hanno dominato il mercato del CRM e del cloud in Europa, Italia compresa. Le loro piattaforme sono diventate profondamente integrate nelle operazioni quotidiane di innumerevoli aziende, dalle piccole startup alle grandi imprese.
Ma questa dipendenza ha creato una vulnerabilità significativa e spesso sottovalutata: l'esposizione dei dati sensibili europei alla giurisdizione statunitense. Il conflitto fondamentale tra le leggi statunitensi sulla sorveglianza e le normative europee sulla protezione dei dati pone le aziende italiane in una posizione precaria, che sta diventando sempre più insostenibile.
La legge CLOUD: Un campo minato dal punto di vista legale
La legge statunitense CLOUD (Clarifying Lawful Overseas Use of Data Act) è un esempio lampante di questo conflitto. Emanata nel 2018, questa legge consente alle autorità statunitensi di obbligare i fornitori di cloud americani a consegnare i dati, indipendentemente dal luogo in cui questi sono fisicamente conservati.
Lasciate che questo sia chiaro per un momento. Anche se i dati della vostra azienda sono ospitati su un server a Milano, Roma o in qualsiasi altra località italiana, se sono gestiti da un'azienda con sede negli Stati Uniti come Salesforce o Microsoft, possono essere accessibili alle forze dell'ordine statunitensi. Ciò è in diretta contraddizione con i principi del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che è stato progettato per proteggere i dati dei cittadini dell'UE.
Le implicazioni sono profonde. La legge statunitense può essenzialmente estendersi oltre confine e prevalere sulle leggi locali in materia di protezione dei dati. Per le aziende italiane, questo crea un significativo rischio di conformità. Se le autorità statunitensi richiedono dati protetti ai sensi del GDPR, il fornitore di cloud statunitense si trova in un vicolo cieco: soddisfare la richiesta statunitense e potenzialmente violare il GDPR, oppure rifiutare la richiesta statunitense e affrontare le conseguenze legali negli Stati Uniti.
Non si tratta di uno scenario ipotetico. È un pericolo reale e presente che le aziende devono prendere sul serio.
L'ammissione di Microsoft: Un campanello d'allarme
Ecco qualcosa che dovrebbe far riflettere ogni azienda europea. In un tribunale francese, la stessa Microsoft ha ammesso di non poter garantire che i dati non vengano trasmessi al governo degli Stati Uniti quando ciò è richiesto dalla legge.
Questa ammissione evidenzia l'intrinseco conflitto di interessi che i fornitori di cloud statunitensi devono affrontare quando operano in Europa. Sono soggetti alla legge statunitense e, quando questa è in conflitto con la legge europea, sono in ultima analisi tenuti a rispettare le richieste degli Stati Uniti. Questa ammissione ha provocato un'onda d'urto nella comunità imprenditoriale europea ed è servita da campanello d'allarme per molte organizzazioni che pensavano che i loro dati fossero al sicuro semplicemente perché archiviati sul territorio europeo.
Mark Boost, amministratore delegato di Civo, un provider di cloud con sede nel Regno Unito, ha spiegato perfettamente il concetto: “Si può mettere un data center a Parigi o a Londra, ma se l'azienda è ancora governata dalla legge statunitense, i dati sono in ultima analisi sotto la giurisdizione degli Stati Uniti”.”
Questa affermazione racchiude il problema principale dell'affidarsi a fornitori di cloud statunitensi per la sovranità dei dati. L'ubicazione fisica dei dati è irrilevante se la società che li gestisce è soggetta alla legge statunitense.
Il crescente coro di preoccupazioni
La crescente sfiducia nei confronti degli hyperscaler statunitensi in Europa è palpabile. Fonti del settore riferiscono che la sovranità dei dati è ora tra le domande principali che i venditori di Microsoft, AWS e Google ricevono quando parlano con i clienti europei. Questo rappresenta un cambiamento significativo nel mercato, in quanto le aziende stanno cercando attivamente alternative ai servizi cloud dominati dagli Stati Uniti.
Frank Karlitschek, CEO e fondatore di Nextcloud, ha bollato gli ultimi sforzi di Microsoft in materia di sovranità come “lavaggio della sovranità”. Ha dichiarato che “in Europa, sovranità significa assenza di forti dipendenze da terzi all'estero. Il cloud sovrano di Microsoft non garantisce questo”.”
Thierry Carrez, direttore generale della OpenInfra Foundation, ha fatto eco a questo sentimento, osservando che “in questo momento le preoccupazioni per la sovranità digitale sono al massimo in Europa”. Ha aggiunto che, mentre gli hyperscaler statunitensi stanno cercando di trovare un mix di soluzioni tecniche e di ingegneria legale per isolare i loro prodotti europei dalle potenziali richieste del governo americano, “se questo mix si rivelerà sufficiente non è certo e non è stato testato”.”
Rischi operativi e blocco dei fornitori
All'incertezza giuridica si aggiungono i rischi operativi derivanti dall'affidarsi a una manciata di hyperscaler statunitensi. Amazon, Microsoft e Google controllano insieme quasi il 70% del mercato cloud europeo, esercitando un'influenza senza pari su come e dove vengono archiviati ed elaborati i dati aziendali. Questa concentrazione di potere crea rischi significativi per le aziende europee.
Ricordate l'interruzione di AWS nell'ottobre 2025? Ha mandato in tilt i servizi pubblici in tutta Europa e ci ha ricordato i pericoli di un singolo punto di guasto. Quando un piccolo numero di fornitori controlla una quota così ampia del mercato, qualsiasi interruzione dei loro servizi può avere effetti a cascata su intere economie. Non si tratta solo di disagi, ma di gravi conseguenze per le aziende che si affidano a questi servizi per le loro attività quotidiane.
E poi c'è il vendor lock-in. I lunghi contratti, il software proprietario e la dipendenza dall'ecosistema che caratterizzano i rapporti con gli hyperscaler statunitensi creano notevoli barriere al cambiamento. Ciò indebolisce la leva negoziale delle imprese europee e limita la loro capacità di innovare e adattarsi. La vera sovranità non significa solo conformità legale, ma anche libertà di scegliere e passare da un fornitore all'altro.
Il vantaggio della Svizzera: Un paradiso per la sovranità dei dati
Alla ricerca di una sede veramente sovrana e sicura per i propri dati, le imprese italiane guardano sempre più spesso alla Svizzera. Rinomata per la sua neutralità politica, il solido quadro giuridico e l'incrollabile impegno a favore della privacy, la Svizzera offre una proposta unica e convincente per sovranità dei dati.
La Strategia Svizzera Digitale 2025 e la posizione proattiva dell'autorità di vigilanza finanziaria FINMA hanno creato un ambiente in cui la protezione dei dati non è solo un requisito legale, ma un elemento fondamentale del panorama aziendale.
Neutralità politica e indipendenza giuridica
La forza della Svizzera risiede nella sua indipendenza. A differenza degli Stati membri dell'UE, non è soggetta allo stesso livello di pressioni politiche ed economiche che possono influenzare gli accordi di condivisione dei dati. La sua lunga tradizione di neutralità offre alle aziende un ambiente stabile e prevedibile per operare, libero dalle turbolenze geopolitiche che possono influenzare i dati archiviati in altre giurisdizioni.
Questa neutralità non è solo un artefatto storico. È un principio vivo che continua a guidare la politica svizzera nell'era digitale.
Le leggi svizzere sulla protezione dei dati sono tra le più severe al mondo e offrono un livello di garanzia difficile da trovare altrove. La Legge federale sulla protezione dei dati (FADP) offre una solida protezione dei dati personali e la Svizzera è stata riconosciuta dalla Commissione europea come un livello adeguato di protezione dei dati. Ciò significa che i dati possono circolare liberamente tra la Svizzera e l'UE, pur beneficiando delle solide protezioni legali svizzere.
La FINMA e la spinta verso soluzioni locali
La FINMA, l'autorità di regolamentazione finanziaria svizzera, sta indirettamente spingendo per l'utilizzo di soluzioni IT locali. Affermando che le banche devono dimostrare la loro resilienza contro i cyberattacchi, la FINMA incoraggia gli istituti finanziari a utilizzare soluzioni di operatori locali, in quanto queste sono state testate e possono soddisfare i rigorosi standard della FINMA. Questa pressione normativa sta creando un circolo virtuoso, in cui le aziende tecnologiche svizzere sono incentivate a sviluppare soluzioni di sicurezza di livello mondiale e le imprese svizzere sono incentivate ad adottarle.
Questo impegno a sovranità dei dati non è solo una questione di orgoglio nazionale: è un vantaggio economico fondamentale. Secondo le stime del World Economic Forum, oltre 92% di tutti i dati sono archiviati su server di proprietà di aziende statunitensi. La posizione indipendente della Svizzera diventa un potente elemento di differenziazione. Offre una vera e propria alternativa al mercato del cloud dominato dagli Stati Uniti, fornendo un rifugio sicuro alle aziende che rifiutano di scendere a compromessi sulla sicurezza e sulla privacy dei propri dati.
InvestGlass: L'alternativa sovrana svizzera per le imprese italiane
Per le imprese italiane che cercano di orientarsi nel complesso panorama della sovranità digitale, InvestGlass si presenta come una soluzione chiara e convincente. In quanto piattaforma di CRM e automazione sovrana 100% svizzera, InvestGlass è costruita su una base di privacy, sicurezza e indipendenza.
Con lo slogan “Il potere dell'automazione. La libertà della sovranità”, InvestGlass offre una suite completa di strumenti che consentono alle aziende di crescere senza compromettere la sovranità dei dati.
Libertà dalla giurisdizione statunitense
A differenza dei fornitori con sede negli Stati Uniti, InvestGlass non è soggetta al CLOUD Act o ad altre leggi di sorveglianza statunitensi. Ciò significa che i vostri dati sono protetti dalle severe leggi svizzere sulla protezione dei dati, garantendo che rimangano sicuri e privati.
Si tratta di una differenza fondamentale che non può essere sottolineata. Quando scegliete InvestGlass, scegliete di mettere i vostri dati sotto un quadro giuridico che è stato progettato per proteggerli, non per facilitare l'accesso da parte di governi stranieri.
Opzioni di hosting flessibili
InvestGlass offre una serie di opzioni di hosting per soddisfare le esigenze specifiche della vostra azienda, tra cui un'opzione di cloud hosting svizzero e la possibilità di distribuire la piattaforma on-premise sui vostri server. Questa flessibilità vi consente di mantenere il controllo completo sui vostri dati, assicurandovi che rimangano all'interno della giurisdizione da voi scelta.
Che preferiate la comodità di una soluzione cloud gestita o il controllo di un'implementazione on-premise, InvestGlass può soddisfare le vostre esigenze.
Si tratta di un vantaggio fondamentale per le aziende che sono soggette a rigidi requisiti normativi o che semplicemente vogliono mantenere il massimo livello di controllo sui propri dati. Con InvestGlass, potete scegliere di ospitare i vostri dati in Svizzera, in Italia o in qualsiasi altro luogo che soddisfi le vostre esigenze. Non siete vincolati a un unico fornitore o a un'unica giurisdizione.
Un ecosistema completo
InvestGlass è più di un semplice CRM. È un ecosistema completo che combina onboarding digitale, La gestione del portafoglio, il portale clienti e l'automazione del marketing in un'unica piattaforma integrata. Questa soluzione all-in-one snellisce i processi aziendali, migliora l'efficienza e migliora l'esperienza del cliente.
Consolidando più funzioni in un'unica piattaforma, InvestGlass riduce la complessità ed elimina la necessità di molteplici integrazioni, facendovi risparmiare tempo e denaro.
Con una forte attenzione al settore dei servizi finanziari, InvestGlass gode della fiducia di banche, gestori patrimoniali e altre istituzioni regolamentate che richiedono i massimi livelli di sicurezza e conformità. Soluzione preferita da molti gestori patrimoniali svizzeri e da clienti come Arab Bank, InvestGlass ha una comprovata esperienza nel fornire una piattaforma sicura e affidabile per le aziende che gestiscono dati sensibili.
Confronto tra InvestGlass e Salesforce e Microsoft
Quando si valutano le soluzioni CRM, è essenziale considerare non solo le caratteristiche ma anche il quadro giuridico e operativo sottostante. La tabella seguente fornisce un confronto tra InvestGlass e Salesforce e Microsoft sui principali fattori legati alla sovranità:
| Caratteristica | InvestGlass | Salesforce | Microsoft Dynamics |
| Sede centrale | Svizzera | STATI UNITI D'AMERICA | STATI UNITI D'AMERICA |
| Soggetto alla legge statunitense CLOUD | No | Sì | Sì |
| Opzione Hosting Svizzera | Sì | Limitato | Limitato |
| Distribuzione On-Premise | Sì | No | Limitato |
| Garanzia di sovranità dei dati | Sì | No | No |
| Conformità al GDPR | Sì | Sì (con avvertenze) | Sì (con avvertenze) |
| Focus sui servizi finanziari | Sì | Parziale | Parziale |
Come illustra questa tabella, InvestGlass offre un chiaro vantaggio alle aziende che danno priorità alla sovranità dei dati. Sebbene Salesforce e Microsoft possano offrire alcune funzionalità per rispondere alle preoccupazioni europee, sono fondamentalmente vincolate dalla loro giurisdizione statunitense. InvestGlass, in quanto società svizzera, non è soggetta a questi vincoli e può offrire una reale garanzia di sovranità dei dati.
Il panorama normativo: NIS2, DORA e l'imperativo della conformità
La spinta alla sovranità digitale in Italia non avviene in modo isolato. È rafforzata da un'ondata di nuove normative europee che stanno alzando il livello di protezione dei dati e di resilienza operativa. Due delle più significative sono la Network and Information Security Directive 2 (NIS2) e la Digital Operational Resilience Act (DORA). Queste normative stanno creando un nuovo imperativo di conformità per le aziende italiane, in particolare per quelle del settore dei servizi finanziari.
NIS2: ampliare la portata della sicurezza informatica
La NIS2 è un aggiornamento completo della direttiva originale sulla sicurezza delle reti e dell'informazione, che è stata la prima normativa a livello europeo sulla sicurezza informatica. La NIS2 amplia in modo significativo l'ambito di applicazione della direttiva originale, includendo nel suo campo di applicazione una gamma più ampia di settori ed entità. Impone requisiti di sicurezza più severi, tra cui misure obbligatorie di gestione del rischio e obblighi di segnalazione degli incidenti.
Per le imprese italiane, la NIS2 significa che la cybersecurity non è più un optional. È un obbligo di legge.
La direttiva pone inoltre maggiore enfasi sulla sicurezza della catena di approvvigionamento, riconoscendo che la sicurezza di un'organizzazione è forte solo quanto il suo anello più debole. Ciò ha implicazioni significative per la scelta dei fornitori di CRM e di cloud. Se il vostro fornitore è soggetto alla giurisdizione degli Stati Uniti e non può garantire la sicurezza dei vostri dati, potreste essere in violazione della NIS2. La scelta di un fornitore sovrano come InvestGlass, che non è soggetto alla legge statunitense e offre solide funzioni di sicurezza, può aiutarvi a rispettare gli obblighi NIS2.
DORA: Costruire la resilienza operativa nella finanza
La DORA è una normativa specificamente rivolta al settore dei servizi finanziari. Mira a garantire che le entità finanziarie siano in grado di resistere, rispondere e riprendersi da tutti i tipi di interruzioni e minacce legate all'ICT. Il DORA impone requisiti rigorosi per la gestione del rischio ICT, la segnalazione degli incidenti, i test di resilienza operativa digitale e la gestione del rischio ICT di terzi.
Per le banche, le compagnie di assicurazione e le imprese di investimento italiane, DORA è un gioco che cambia le carte in tavola.
Uno degli aspetti chiave della DORA è l'attenzione alla gestione del rischio di terzi. Le entità finanziarie sono tenute a condurre un'accurata due diligence sui loro fornitori di ICT e a garantire che i loro contratti includano disposizioni adeguate per la protezione e la sicurezza dei dati. Questo aspetto è particolarmente rilevante per i fornitori di CRM, poiché spesso gestiscono dati sensibili dei clienti.
La scelta di un provider soggetto alla giurisdizione statunitense e non in grado di garantire la sovranità dei dati crea un rischio significativo per le terze parti ai sensi del DORA. InvestGlass, con la sua giurisdizione svizzera e le sue opzioni di hosting flessibili, offre una soluzione interessante per le entità finanziarie che desiderano conformarsi al DORA.
La legge italiana sull'intelligenza artificiale: Un focus sulla localizzazione dei dati
Oltre alle normative europee, anche l'Italia ha emanato una propria legislazione per affrontare le sfide dell'era digitale. La legge 132/2025, nota anche come legge italiana sull'AI, dedica un'attenzione significativa alla difesa della sovranità digitale. La legge promuove la localizzazione di data center e servizi cloud in Italia, riconoscendo l'importanza strategica di mantenere i dati sensibili entro i confini nazionali.
Si tratta di un chiaro segnale da parte del governo italiano che fa sul serio in materia di sovranità digitale e che si aspetta che le aziende adottino misure adeguate per proteggere i loro dati.
Per le imprese italiane, questo panorama normativo crea un chiaro imperativo: scegliere i partner tecnologici con saggezza. Sono finiti i tempi in cui ci si limitava a scegliere il fornitore più grande o più conosciuto. Nella nuova era della sovranità digitale, la conformità, la sicurezza e la protezione dei dati devono essere al centro di ogni decisione tecnologica.
Il passaggio al digitale: Guida pratica per le imprese italiane
Per le aziende italiane che attualmente utilizzano Salesforce, Microsoft o altri fornitori di CRM con sede negli Stati Uniti, la prospettiva di passare a un'alternativa sovrana può sembrare scoraggiante. Ma con un'attenta pianificazione e con il partner giusto, la transizione può essere agevole e i vantaggi sostanziali.
Ecco una guida pratica che vi aiuterà ad affrontare il processo.
Fase 1: valutare la situazione attuale
Il primo passo consiste nel condurre una valutazione approfondita dell'attuale infrastruttura CRM e cloud. Questo dovrebbe includere un inventario di tutti i dati archiviati, dove sono conservati e chi vi ha accesso. Dovreste anche rivedere i contratti con i vostri attuali fornitori per comprendere i vostri obblighi e gli eventuali costi di uscita.
Questa valutazione vi fornirà un quadro chiaro della vostra esposizione attuale e vi aiuterà a identificare le aree in cui è necessario apportare modifiche.
Fase 2: Definire i requisiti
Una volta che avete una chiara comprensione della vostra situazione attuale, potete iniziare a definire i vostri requisiti per un nuovo fornitore di CRM. Questi devono includere non solo i requisiti funzionali (come la gestione dei contatti, l'automazione delle vendite e la reportistica), ma anche i requisiti non funzionali (sovranità dei dati, sicurezza e conformità).
Siate specifici sui vostri requisiti di residenza dei dati e assicuratevi che ogni potenziale fornitore sia in grado di soddisfarli.
Fase 3: valutare le alternative sovrane
Definiti i vostri requisiti, potete iniziare a valutare le alternative sovrane. InvestGlass dovrebbe essere in cima alla vostra lista, data la sua giurisdizione svizzera, le opzioni di hosting flessibili e il set di funzioni completo. Ma dovreste prendere in considerazione anche altri fornitori europei per essere certi di prendere la decisione migliore per la vostra azienda.
Quando valutate i fornitori, prestate molta attenzione alle loro politiche di protezione dei dati, alle loro certificazioni di sicurezza e al loro curriculum con clienti simili.
Fase 4: Pianificare la migrazione
Una volta scelto il nuovo fornitore, è necessario pianificare attentamente la migrazione. Questo dovrebbe includere una tempistica dettagliata, una strategia di migrazione dei dati e un piano di formazione per il personale. Lavorate a stretto contatto con il nuovo fornitore per garantire che la migrazione avvenga senza intoppi e che le interruzioni delle operazioni aziendali siano minime.
InvestGlass offre un supporto dedicato ai progetti di migrazione, aiutandovi a trasferire i vostri dati e processi alla nuova piattaforma in modo efficiente.
Fase 5: Monitoraggio e ottimizzazione
Una volta completata la migrazione, è importante monitorare le prestazioni del nuovo CRM e ottimizzare i processi nel tempo. Sfruttate le funzioni di reporting e di analisi offerte da InvestGlass per ottenere informazioni sulle relazioni con i vostri clienti e per identificare le aree di miglioramento.
Rivedete regolarmente le vostre politiche di protezione dei dati e assicuratevi di essere conformi all'evoluzione del panorama normativo.
Conclusione: Il futuro del business è sovrano
Mentre l'Italia porta avanti il suo programma di sovranità digitale, la scelta di un fornitore di CRM e cloud non è più solo una decisione tecnica. È una decisione strategica. I rischi associati agli hyperscaler statunitensi sono reali e crescenti, e le aziende italiane non possono più permettersi di ignorarli.
È giunto il momento di abbracciare una nuova generazione di soluzioni sovrane che danno priorità alla protezione dei dati, alla sicurezza e all'indipendenza.
InvestGlass si pone all'avanguardia di questo movimento, offrendo un sistema potente e collaudato per la gestione delle risorse. alternativa a Salesforce e il mercato del cloud dominato dagli Stati Uniti. Con le sue radici svizzere, l'impegno incrollabile per la sovranità dei dati e la suite completa di strumenti, InvestGlass è il partner ideale per le aziende italiane che vogliono seriamente proteggere i propri dati e garantire il proprio futuro digitale.
Scegliendo InvestGlass, non scegliete solo un CRM. State scegliendo un partner che condivide i vostri valori e si impegna per il vostro successo nella nuova era della sovranità digitale.
Domande frequenti (FAQ)
1. Cos'è la sovranità digitale e perché è importante per l'Italia?
La sovranità digitale è la capacità di un Paese di avere il controllo sulla propria infrastruttura digitale, sui propri dati e sul quadro giuridico che li regola. Per l'Italia è una priorità strategica garantire la sicurezza dei dati dei cittadini e delle imprese, ridurre la dipendenza dai fornitori di tecnologia stranieri e rafforzare la propria posizione nell'economia digitale globale. Questo obiettivo viene perseguito da iniziative come il Polo Strategico Nazionale (PSN) e dalla spinta paneuropea per l'autonomia digitale, come articolato nella Dichiarazione per la Sovranità Digitale Europea firmata nel novembre 2025.
2. Quali sono i principali rischi dell'utilizzo di fornitori di CRM con sede negli Stati Uniti, come Salesforce e Microsoft, in Italia?
Il rischio principale è l'esposizione dei vostri dati alla giurisdizione statunitense attraverso leggi come il CLOUD Act. Questa legge consente alle autorità statunitensi di accedere ai dati detenuti dalle aziende americane, indipendentemente dal luogo in cui sono archiviati. Questo crea un conflitto diretto con il GDPR dell'UE. Esistono anche rischi operativi, come le interruzioni del servizio dovute a questioni geopolitiche, e il vendor lock-in, che può limitare la vostra flessibilità e il vostro potere negoziale. La concentrazione del mercato tra pochi hyperscaler statunitensi crea inoltre rischi sistemici.
3. In che modo il CLOUD Act statunitense influisce sulla mia attività in Italia?
Se utilizzate un fornitore di cloud o CRM con sede negli Stati Uniti, il CLOUD Act significa che i vostri dati possono essere legalmente accessibili dalle autorità statunitensi, anche se sono archiviati su server in Italia o nell'UE. Ciò può comportare la non conformità al GDPR e ad altre normative europee sulla protezione dei dati, con potenziali multe significative e danni alla reputazione. Microsoft ha ammesso in un tribunale francese di non poter garantire che i dati non vengano trasmessi al governo statunitense quando richiesto dalla legge.
4. Che cos'è il Polo Strategico Nazionale (PSN) e che rapporto ha con la sovranità digitale?
Il Polo Strategico Nazionale è l'infrastruttura cloud sicura progettata per la pubblica amministrazione italiana. È una pietra miliare della strategia di sovranità digitale dell'Italia, che mira a migrare una parte significativa dei dati e dei servizi governativi in un ambiente cloud nazionale affidabile, riducendo così la dipendenza da fornitori stranieri. L'obiettivo è che 75% degli uffici governativi utilizzino servizi cloud entro il 2026.
5. Perché la Svizzera è considerata una buona sede per la sovranità dei dati?
La neutralità politica di lunga data, le forti leggi sulla protezione dei dati (tra le più severe al mondo) e l'indipendenza dalla UE e dagli USA rendono la Svizzera un luogo ideale per la sovranità dei dati. Offre un ambiente stabile e sicuro per i dati, libero dai conflitti giurisdizionali che interessano altri Paesi. L'autorità di regolamentazione finanziaria svizzera, la FINMA, incoraggia inoltre l'uso di soluzioni informatiche locali, rafforzando ulteriormente l'ecosistema.
6. Che cos'è InvestGlass e in che modo è un'alternativa sovrana?
InvestGlass è una società 100% di proprietà e gestione svizzera che offre un CRM completo, PMS, e piattaforma di gestione del ciclo di vita del cliente. Essendo una società svizzera, non è soggetta al CLOUD Act statunitense. Offre opzioni di hosting flessibili, anche su server svizzeri o on-premise nel vostro Paese, dandovi il controllo completo sui vostri dati e garantendo la conformità ai requisiti di sovranità dei dati. È stato progettato come una potente alternativa a Salesforce e Microsoft.
7. InvestGlass può sostituire il mio CRM Salesforce o Microsoft?
Sì, InvestGlass è stato progettato come un'alternativa potente e completa a Salesforce e Microsoft. Offre una suite completa di funzionalità, tra cui onboarding digitale, gestione del portafoglio, automazione del marketing e un portale per i clienti. Molte aziende stanno migrando verso InvestGlass per migliorare la sicurezza dei propri dati e riprenderne il controllo. La piattaforma è stata progettata per essere flessibile e scalabile, rendendola adatta a imprese di tutte le dimensioni.
8. Per quali tipi di aziende è adatto InvestGlass?
Sebbene InvestGlass sia fortemente focalizzata sul settore dei servizi finanziari, servendo banche, gestori patrimoniali e compagnie assicurative, la sua piattaforma flessibile e scalabile è adatta a qualsiasi azienda che dia priorità alla sovranità e alla sicurezza dei dati. Ciò include agenzie governative, fornitori di servizi sanitari e qualsiasi organizzazione che gestisca informazioni sensibili sui clienti. La piattaforma può essere personalizzata per soddisfare le esigenze specifiche di diversi settori.
9. L'utilizzo di una società svizzera come InvestGlass garantisce la conformità al GDPR?
L'utilizzo di InvestGlass semplifica notevolmente la conformità al GDPR. Ospitando i vostri dati in Svizzera o on-premise, eliminate il conflitto con la legge statunitense CLOUD. La piattaforma di InvestGlass è costruita con la protezione dei dati per progettazione e per impostazione predefinita, fornendo gli strumenti e il quadro per aiutarvi a soddisfare i vostri obblighi GDPR. Tuttavia, la responsabilità ultima per la conformità al GDPR rimane alla vostra organizzazione in quanto responsabile del trattamento dei dati.
10. Come si inizia con InvestGlass?
È possibile esplorare le caratteristiche della piattaforma e anche Iniziare una prova gratuita per vedere come può adattarsi alle vostre esigenze aziendali. Per una comprensione più approfondita, potete prenotare una demo con il team di InvestGlass per discutere i vostri requisiti specifici e scoprire come la piattaforma può essere adattata alla vostra organizzazione. Il team ha sede a Ginevra e offre assistenza in diversi fusi orari.